Il Manifesto di Londra per Liberi e Uguali ed Europei

Care compagne, cari compagni,

Quasi un anno fa cominciava il percorso del Manifesto di Londra – Per immaginare l’Italia che vorremmo. Immaginavamo una Sinistra unita, convinta sostenitrice di un programma comune, capace di discutere e trovare una sintesi sulle piú importante tematiche quali la lotta alle disuguaglianze, la forte politica redistributiva, un nuovo modello di sviluppo sostenibile, la restituzione, il rafforzamento e l’estensione dei diritti del lavoro.

Quando a fine novembre si è affacciata sul panorama politico nazionale la lista unitaria di Liberi e Uguali, il Manifesto di Londra ha accolto con entusiasmo l’iniziativa e ha deciso di mandare una delegazione all’Assemblea Nazionale del 3 dicembre a Roma. Abbiamo fin da subito condiviso lo spirito di Liberi e Uguali e ci siamo impegnati a sostenerne e promuoverne il percorso nel Regno Unito e Irlanda.

In virtú di ció, i promotori del Manifesto di Londra, i delegati all’Assemblea nazionale dello scorso 3 dicembre, e i rappresentanti di Sinistra Italiana, Articolo 1 – MDP e Possibile hanno deciso di costituire il coordinamento politico di Liberi e Uguali in Regno Unito e Irlanda e tale decisione è stata ratificata da un’assemblea territoriale lo scorso 7 gennaio, la quale ha anche approvato il seguente comunicato.

Avendo in mente le nostre storie personali e il percorso da noi svolto, e in particolare uno dei punti del Manifesto “Vogliamo un’altra Europa, politica, democratica, e sociale”, siamo convinti che la soluzione ai problemi dell’Italia, così come quelli della sinistra italiana, parta proprio dall’Europa.

E’ cosí nata in noi un’idea, che vorremmo condividere con voi, che i temi dell’Europa e dell’europeismo non rimangano solamente scritti nel nostro programma e non diventino solamente un punto di forza della nostra campagna elettorale, ma che siano concretamente presenti sulla scheda elettorale che i nostri elettori si troveranno fra le mani fra poche settimane.

L’idea è quella di presentare nella ripartizione Europa il simbolo Liberi e Uguali ed Europei, in grado di dare sostanza a una proposta per gli italiani in Europa di resistenza europea ai fascismi e populismi euroscettici.

Speriamo che la nostra proposta possa raccogliere il vostro consenso e siamo disponibili a discuterne apertamente, alla ricerca di una soluzione che possa consentire alla lista di Liberi e Uguali un successo elettorale il prossimo 4 marzo anche nella ripartizione Europa.

Il coordinamento di Liberi e Uguali UK – Manifesto di Londra

Comunicato dell’assemblea del Manifesto di Londra

Da ormai un decennio un numero crescente di italiani, di ogni classe sociale, età e provenienza geografica, preferisce riporre le sue speranze nell’andare all’estero piuttosto che nell’andare a votare. Mentre i tassi di partecipazione al voto stanno toccando i minimi nella storia della Repubblica, i flussi di emigrazione raggiungono e superano quelli del Secondo Dopoguerra.

 

Il Manifesto di Londra nasce anche per porre all’attenzione della politica italiana la questione della portata storica dei flussi della nuova emigrazione, che hanno portato all’espatrio di un milione e mezzo di italiani in un decennio, 285 mila solo l’anno scorso. Di fatto, questo significa spingere al centro della campagna elettorale che si sta avviando in questi giorni, la questione dell’emigrazione vecchia e nuova come questione politica nazionale, figlia e specchio della crisi di un Paese governato da politiche che hanno creato precarietà, assenza di prospettive e disoccupazione di massa per  generazioni di italiani.

Eppure, l’emigrazione degli italiani all’estero potrebbe essere una fonte importante di rinnovamento e crescita per il paese. Lo scambio transnazionale di teste, cuori, braccia e gambe arricchisce i paesi di arrivo e quelli di partenza, se esistono adeguati meccanismi di accoglienza e integrazione e incentivi al rientro. Questo doveva essere uno degli scopi principali dell’Unione Europea: la libera circolazione delle persone come forza trainante di un continente. Per qualcuno è stato così: tante e tanti italiani hanno potuto scegliere nell’emigrazione una strada di autodeterminazione, proprio in virtù dei diritti di cittadinanza e di libertà di movimento garantiti dall’Unione Europea.

 

Sempre più però sono le storie di chi vede nell’emigrazione una scelta obbligata, anche per colpa dell’incapacità della stessa Unione Europea di mettere in atto quei meccanismi di solidarietà economica transnazionale che avrebbero dovuto creare e redistribuire opportunità di sviluppo tra i paesi membri.

L’assemblea del Manifesto di Londra ritiene dunque la questione migratoria, quella economica e sociale, e quella europea come intrinsecamente legate tra loro, e si impegna affinchè queste vengano messe al centro di un’offerta politica per gli italiani all’estero che offra come soluzione a tali questioni una proposta radicale di riforma del sistema economico e delle istituzioni politiche europee.

Crediamo questo sia un compito della sinistra politica, in Italia come in Europa, come per gli italiani in Europa. Serviva e serve offrire agli italiani in Europa un’unica alternativa di sinistra, radicale, popolare, europeista, alternativa alla destra, al PD, e al Movimento 5 Stelle.

 

Una lista di Liberi e Uguali ed Europei, accogliente ed ospitale per compagni di altre sensibilità, ed espressione integrale ed esclusiva dei percorsi territoriali di costruzione di LeU in un’ottica di pieno rinnovamento, può ancora dare sostanza a una proposta convincente per gli italiani in Europa di resistenza europea ai fascismi e populismi euroscettici.

L’assemblea del Manifesto di Londra guarda inoltre con favore al recepimento di larga parte delle sue istanze nel programma nazionale di Liberi e Uguali e invita a un voto convinto a sostegno di queste istanze.

L’assemblea del Manifesto di Londra rimane comunque uno spazio politico autonomo della sinistra italiana nel Regno Unito e in Irlanda, aperto, inclusivo, ed accogliente a tutti i compagni che si riconoscono nei contenuti del Manifesto.

L’assemblea del Manifesto di Londra, ed il coordinamento di Liberi e Uguali UK – Manifesto di Londra

Il Manifesto di Londra alla sfida elettorale con Liberi e Uguali

LiberiEUgualiLogo

 

Ci siamo. Il 4 Marzo 2018 si terranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento Italiano.

Dopo un lungo ed entusiasmante percorso iniziato quasi un anno fa che ha visto numerose tappe pubbliche, i promotori del Manifesto di Londra (https://manifestodilondra.org/about/) si ritrovano Domenica 7 Gennaio 2018 alle 14:30 alla INCA CGIL UK – Italian Advice Centre (124 Canonbury Road, N1 2UT London) per discutere la situazione politica in Italia e all’estero, e i termini della nostra partecipazione al progetto di Liberi e Uguali, la formazione politica di sinistra guidata da Pietro Grasso.

Liberi e Uguali nasce per rimettere al centro della politica italiana una vera lotta alle disuguaglianze, una forte politica redistributiva, un nuovo modello di sviluppo sostenibile, la restituzione, il rafforzamento e l’estensione dei diritti del lavoro.

Coerentemente con lo spirito inclusivo e partecipativo del percorso del Manifesto, l’assemblea è aperta a tutti i simpatizzanti del Manifesto di Londra e di Liberi e Uguali – UK & Ireland.

Nel corso dell’assemblea, sarà possibile aderire al Manifesto di Londra e al documento fondativo di Liberi e Uguali. Tutti gli aderenti potranno partecipare alle scelte collettive di Liberi e Uguali – UK & Ireland.

Per permettere la partecipazione di chi vive fuori Londra, sarà predisposto un collegamento Skype.

Liberi e Uguali e Europei: rigenerare l’Italia e ricostruire la sinistra a partire dall’Europa

La Brexit è un problema britannico, europeo e italiano

Nel giugno del 2016, il referendum sulla Brexit ha scosso le certezze di un continente, rivelando fino a che punto le istituzioni europee fossero diventate il bersaglio del malcontento popolare. La vittoria del Leave in Gran Bretagna è stata l’esito di una campagna che ha presentato l’uscita dall’Unione Europea come soluzione (sbagliata) a problemi reali, dalle diseguaglianze crescenti figlie di una globalizzazione mal governata e di un settore finanziario sovradimensionato e lasciato in balia degli interessi speculativi, alla percezione di una crescente distanza tra cittadini e istituzioni democratiche.  Di fatto, si è trattato di una campagna animata dalla peggiore retorica nazionalista e xenofoba, guidata dagli stessi che per anni hanno implementato le politiche economiche causa di quegli stessi problemi.

 

Oltre a minacciare il futuro economico e l’unità territoriale e politica del Regno Unito, la Brexit mette a rischio i diritti sociali, civili e politici di tre milioni di cittadini europei immigrati o figli di immigrati residenti in Gran Bretagna, e di oltre un milione di cittadini britannici in Europa. Per questo occorre riconoscere che la Brexit è un problema europeo e sostenere gli sforzi delle tante associazioni che si battono per difendere i diritti di cittadinanza europea, come the3million, Together Forward  e i British in Italy. L’Italia deve prestare attenzione alla Brexit non solo per difendere gli 800 mila cittadini che vivono tra UK e Irlanda, ma anche perchè, come ci ha ricordato Pietro Grasso, il suo futuro è profondamente legato a quello delle istituzioni comunitarie.

 

L’Europa deve diventare un punto centrale dell’agenda politica italiana

Da Londra, riteniamo l’Europa non possa non essere al centro del dibattito in vista delle prossime elezioni politiche, per almeno due ragioni. La prima è che le politiche europee e nazionali sono da anni e in modo sempre più evidente strettamente legate: ce lo dicono i vincoli di bilancio e le politiche monetarie decise a Bruxelles e Francoforte, ma anche le politiche migratorie, ambientali e di sicurezza e infiniti altri aspetti aspetti co-decisi dai 28 paesi membri. La seconda è che i negoziati sulla Brexit entreranno nella loro fase calda proprio durante la campagna elettorale italiana, dopo l’approvazione da parte del Consiglio Europeo del 14-15 dicembre dell’accordo sulle questioni preliminari trovato all’ultimo minuto utile. Durante questa seconda fase, i nodi irrisolti legati alla permanenza nel mercato unico e all’unione doganale verranno necessariamente al pettine, mettendo ulteriormente alla prova il fragilissimo governo di Theresa May. Con i sondaggi che danno il Labour avanti di 8 punti rispetto ai conservatori, e il Remain 10 punti davanti al Leave in un ipotetico secondo referendum, si possono prefigurare scenari politici impensabili fino a pochi mesi fa.

 

Il Manifesto di Londra e l’Europa

Come promotori del Manifesto di Londra per immaginare l’Italia che vorremmo, siamo convinti che la soluzione ai problemi del Paese, così come quelli della sinistra italiana, parta proprio dall’Europa. Con in mente le migliaia di italiani che ogni anno arrivano a Londra in cerca di fortuna, e le famiglie che si lasciano alle spalle in Italia, abbiamo messo come primo punto del Manifesto che ‘Vogliamo un’altra Europa, politica, democratica e sociale’.

 

Basta scuse: l’Europa va cambiata

Non ci sono dubbi che l’Unione Europea non abbia realizzato molti degli obiettivi che erano stati posti al cuore del suo progetto originario. Per raggiungere quegli obiettivi occorre un cambiamento radicale sul piano delle politiche economiche e su quello delle istituzioni. La riforma della politica economica dell’Eurozona deve partire da un superamento del Fiscal Compact e una revisione dei trattati economici, ma difficilmente tali politiche saranno raggiungibili se non supportate da un contemporaneo processo di riforma federalista delle istituzioni chiave dell’Unione. Per fare tutto questo è fondamentale il ruolo dell’Italia, che della riforma dell’Unione è perno necessario e insostituibile. Dovrebbe essere compito della sinistra aiutare a superare il  senso di estraneità rispetto ai processi europei avvertito da molti italiani ricordandosi e ribadendo che l’Italia è pienamente nelle condizioni di determinare tali processi.

 

Basta retropensieri: l’Europa va difesa

Il fallimento annunciato e in corso della Brexit dimostra che l’Unione Europea rimane la nostra migliore chance per costruire una società basata su un modello economico che metta al centro le persone e l’ambiente, non il profitto e l’establishment politico ed economico.

Le grandi sfide del nostro tempo non possono essere affrontate in isolamento, ma richiedono soluzioni multilaterali. Più che mai, una forte e democratica Unione Europea è necessaria per attuare il Trattato di Parigi sul clima, per combattere la concentrazione di ricchezze e potere nelle élites finanziarie e nelle grandi societá multinazionali; per governare la quarta rivoluzione industriale e l’automazione della produzione. Col vento del nazionalismo, della xenofobia e del fascismo che spira di nuovo forte per l’Europa, la Storia è la migliore alleata della sinistra: occorre ricordarsi e ricordare cosa succede quando le nazioni smettono di immaginarsi come parte di una comunità di ideali che prescinde dai confini geografici. Serve l’Unione Europea per gestire le grandi migrazioni figlie di un sistema economico globale squilibrato, e per trasformarle in opportunità per chi arriva e per chi accoglie; serve l’Unione Europea per ricostruire un progetto politico di cittadinanza europea incentrata sulla libertà di movimento delle persone e sulla pienezza dei diritti sociali.

 

Liberi E Uguali deve guidare il dibattito sulla riforma dell’Unione Europea

In un quadro politico diviso tra i difensori di un euro-establishment senz’anima e i profeti di un euroscetticismo (s)fascista, Liberi E Uguali deve rappresentare nel dibattito pubblico le ragioni dell’Altra Europa, politica, democratica e sociale. Non assumere tale ruolo non significa soltanto lasciare che questi temi vengano cavalcati dalla destra xenofoba e dal populismo  antieuropeo, ma anche perdere l’opportunità che il nostro Paese faccia la sua parte nel proporre una visione di un’Europa sociale e progressista, democratica e federale. E’ un compito storico dell’Italia e della sinistra Italiana. Siamo Liberi e Uguali, Italiani ed Europei: tocca a noi farlo!

 

Per questo, alle assemblee tematiche che si sono svolte nel fine settimana tra sabato 16 e domenica 17 Dicembre per avviare il percorso di scrittura del programma di Liberi E Uguali, pensiamo debba esserne aggiunta un’altra a Gennaio: una grande assemblea popolare per riappropriarsi da sinistra della discussione sulla riforma dell’Unione Europea. Alle cinque città italiane dove si sono svolte le assemblee, proponiamo di aggiungerne un’altra: Londra, la settima città più grande d’Italia per numero di abitanti. Facciamone il luogo simbolico dove costruire insieme una proposta che metta al centro del programma l’Europa e gli italiani che l’Europa la vivono, la viaggiano, la soffrono e la sognano. Noi siamo pronti. E voi?

 

Chiara Mariotti, economista per Oxfam, coordinamento Manifesto di Londra

Andrea Pisauro, ricercatore all’Università di Glasgow, coordinamento Manifesto di Londra