Nuovo documento politico del Manifesto di Londra (Novembre 2019)

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Il Manifesto di Londra – per immaginare l’Italia che vorremmo – è nato nel Giugno 2017 da un gruppo di cittadini italiani in Gran Bretagna e Irlanda per contribuire a trasformare la politica italiana, per ridare speranza a milioni di cittadini e offrire una chance di riscatto economico, civile e culturale a un Paese sempre più incattivito e rinchiuso in se stesso. 

Londra offre un punto di vista fondamentale per inquadrare questa rivoluzione: con quasi mezzo milione di italiani residenti, è una città italiana più grande di Firenze, destinazione scelta dal 20 per cento dei giovani che lasciano l’Italia ogni anno e cuore di una comunità italiana in Gran Bretagna che conserva un legame diretto con l’Italia. Londra è anche il centro di movimenti che stanno segnando la storia britannica ed europea: da quello che ha trasformato la Gran Bretagna nel Paese con il  più grande partito socialista d’Europa per numero di iscritti a quello della resistenza al fallimento annunciato e in corso della Brexit fino alle avanguardie ecologiste che hanno anticipato il movimento di massa di Fridays for Future

Vogliamo trasformare questo punto di vista in un Manifesto permanente di “Pensiero e Azione”, nella Londra da cui due secoli fa si esprimeva la passione politica e civile di Giuseppe Mazzini, per connettere la comunità italiana progressista e creare un senso di identità collettiva intorno a ideali di giustizia, uguaglianza e solidarietà. Vogliamo

  1. difendere e rappresentare interessi e valori delle comunitá italiane emigrate in Gran Bretagna e Irlanda e promuovere una narrazione che difenda il valore dell’integrazione, in Italia come nelle isole britanniche e nel resto d’Europa;
  2. costituire un presidio di cultura socialista, ecologista, femminista, libertaria ed europeista che faccia da ponte e promuova reciproca contaminazione tra progressisti italiani e britannici;
  3. organizzare iniziative politiche e culturali su questi temi e su quelli della democrazia, dell’antifascismo e dell’internazionalismo, adottando pratiche nella vita concreta dell’associazione che attivamente promuovano la massima inclusività e partecipazione, in particolare femminile, a tutte le attività e alla gestione stessa dell’associazione

I nostri obiettivi discendono da chiare scelte di campo dettate dai nostri valori e dalla nostra identità.

Lottiamo per difendere gli interessi delle italiane ed italiani a Londra, in Gran Bretagna e in Irlanda, di quelli che sono qui da tanti anni e vedono i loro diritti messi in discussione dalla Brexit e di quelli che continuano ad arrivare da un’Italia che nega lavoro, diritti e opportunità. L’ultimo rapporto migrantes parla di 2 milioni di italiani emigrati all’estero negli ultimi 13 anni, cittadini di tutte le etá, regioni e classi sociali che abbandonano l’Italia ogni anno nella più grande ondata migratoria dalla Seconda Guerra Mondiale. Una questione nazionale che la politica italiana ignora mentre si arrovella nelle polemiche sugli immigrati che arrivano sulle nostre coste fuggendo da guerre e devastazioni ambientali. Si tratta di una narrazione razzista e securitaria facilitata dalle scelte degli ultimi governi che, dal 2016, hanno inasprito il controllo della frontiera mediterranea e alimentato una percezione di insicurezza e di emergenza. Occorre ritrovare valori di umanità e recuperare le radici della nostra storia collettiva, perché un Paese di emigranti non può avere paura dei migranti. Noi da Londra vogliamo continuare a dirlo forte: siamo solidali con le organizzazioni e le persone che tendono la mano a rifugiati e migranti. Allo stesso tempo, aiutiamo i nostri connazionali a resistere alla Brexit e ad integrarsi nella società britannica, sostenendo e partecipando agli sforzi dei Comites, dei patronati italiani e delle associazioni che difendono i diritti dei cittadini europei.

Lottiamo per un radicale cambio di approccio alle grandi sfide globali del cambiamento climatico e delle diseguaglianze economiche. Sosteniamo i partiti e i movimenti della sinistra britannica che si battono per una riforma radicale di un “sistema” economico che produce grotteschi livelli di diseguaglianze, precarietà di massa e devastazione del pianeta. Lottiamo per un nuovo modello di sviluppo incentrato sul protagonismo delle istituzioni pubbliche nel contrastare l’accumulazione della ricchezza, la precarizzazione del lavoro, la disuguaglianza di genere e di ogni altra forma e l’ingiustizia climatica. Se in Gran Bretagna la sinistra arranca sull’europeismo, in italia, invece, la sinistra ha da tempo abdicato al suo ruolo: non solo non ci si è liberati dal dogma neoliberista, ma manca una proposta politica rinnovata nei volti e nelle pratiche, capace di rispondere alla perdita di fiducia verso le istituzioni e la classe dirigente. Da Londra vogliamo allora contribuire sia alla svolta neosocialista, ecologista e basata su principi femministi che serve a ridare credibilità alla sinistra italiana, sia a quella europeista che serve a rendere vincente la sinistra britannica. Per farlo vogliamo costruire un ponte tra Gran Bretagna e Italia, favorendo rapporti politici transnazionali e contaminazioni di idee e approcci e promuovendo una comune battaglia per una riforma dell’Unione Europea in senso socialista ed ecologista.

Lottiamo per contrastare la crescita dell’estrema destra in Italia e in tutta Europa. Questa lotta deve per forza partire dal basso e includere il  piano culturale, con una forte iniziativa politica centrata su internazionalismo e antifascismo. Anche la Londra italiana ha visto la crescita dell’estremismo fascista insieme al rafforzamento dell’estrema destra britannica. Partendo dalla collaborazione fra italiani ed inglesi nell’esperienza di Italians United Against Fascism abbiamo limitato la propaganda fascista a Londra. Vogliamo dare seguito a questi sforzi con iniziative ed eventi che celebrino diversità, integrazione e internazionalismo.

Lottiamo infine per riaffermare, con forza, la centralità della cultura democratica in tutta Europa. C’è un parallelo inquietante tra i leader della destra italiana e britannica Salvini e Johnson che denunciano il tradimento parlamentare della ‘volontà popolare’, in UK arrivando al paradosso di una Brexit che doveva ripristinare la sovranità del Parlamento e finisce invece per giustificarne la sospensione. Bisogna tenere alta la guardia quando una parte politica delegittima gli istituti fondamentali della democrazia che non supportano la sua agenda. Vogliamo resistere alla concezione plebiscitaria della democrazia dell’estrema destra aumentando la partecipazione popolare alle grandi scelte collettive e l’autorevolezza dei parlamenti. Sul fronte italiano, non ci convince il drastico taglio del numero di parlamentari con cui una maggioranza quasi unanime ha irresponsabilmente ridotto la rappresentanza dei cittadini in Italia e all’estero.  Supportiamo invece tutte le iniziative di democratizzazione delle istituzioni e dei processi decisionali portate avanti a livello nazionale e pan-europeo.

Per due anni, da Luglio 2017, abbiamo dato vita a un movimento informale di persone impegnate su vari fronti della politica italiana e britannica e accomunate dal riconoscimento dei principi enunciati nel nostro Manifesto. A due anni di distanza la sinistra politica italiana continua a non trovare le risposte necessarie ad affrontare un momento storico certo difficilissimo. Anche per questo è venuto il momento di costituirci formalmente in una organizzazione politico-culturale strutturata, in dialettica con il perimetro politico italiano e inglese. Ne faremo un presidio di solidarietà e un avamposto di democrazia nella Londra italiana e progressista, punto di riferimento per la comunità italiana nel Regno Unito e in Irlanda che abbia ancora voglia di lottare per ideali di giustizia e solidarietà. Per tutto questo il Manifesto di Londra invita le cittadine e i cittadini italiani a unirsi alla nostra lotta.

Comunicato su 10 nuove assunzioni al Consolato di Londra

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Il Manifesto di Londra accoglie positivamente la pubblicazione sul sito del Consolato di Londra dell’avviso di assunzione di dieci impiegati da adibire ai servizi di assistente amministrativo.

 

Tuttavia, riteniamo opportuno fare alcune puntualizzazioni su alcune dichiarazioni riprese dalla stampa del neo-deputato del PD residente a Londra, Massimo Ungaro. In particolare è doveroso sottolineare che si tratta di assunzioni a tempo determinato di sei mesi. Assunzioni a tempo determinato si susseguono periodicamente da diversi mesi a questa parte al fine di far fronte alla situazione sempre piú critica all’interno degli uffici consolari.

 

Inoltre, le dieci assunzioni che avverranno a breve, evidentemente, non possono essere alcun modo conseguenza dell’interrogazione dell’onorevole Ungaro, annunciata alla Camera solamente lo scorso 7 maggio e alla quale il Governo – dimissionario e in carica per il solo disbrigo degli affari correnti – non avrebbe potuto dare risposta.

 

La chiusura del consolato di Manchester, la crescente migrazione di italiani verso il Regno Unito e la necessitá di regolarizzare la propria posizione anagrafica all’indomani del voto della Brexit ha generato una forte pressione sugli uffici consolari a Londra. Tale situazione va necessariamente affrontata con soluzioni strutturate e di lungo periodo, che superino la situazione ormai d’emergenza, affinché possano venire garantiti in modo efficace i diritti dei cittadini italiani in Regno Unito.

 

Il Manifesto di Londra auspica che al piú presto Il Ministero degli Affari Esteri si attivi per una riorganizzazione della rete e dei servizi consolari, specialmente nel Regno Unito. Tale riorganizzazione deve includere al piú presto l’assunzione in pianta stabile di personale aggiuntivo da destinare alla sede consolare londinese, sfruttando i fondi giá assegnati al Ministero al termine della precedente legislatura, come giustamente richiesto anche nell’interrogazione dell’onorevole Ungaro.

 

Perche’ andiamo avanti: il Manifesto di Londra riflette sul voto in Italia e in Europa

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Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 sono state profondamente deludenti per chi, come l’assemblea del Manifesto di Londra, aveva riposto speranza nel progetto di Liberi e Uguali. Il 3.5% di consensi è un risultato al di sotto delle peggiori aspettative. Liberi e Uguali non è diventata un’alternativa credibile agli elettori di sinistra che invece hanno preferito il M5S (che guadagna tre milioni di voti di sinistra rispetto al 2013).  Questo deludente risultato esige una seria analisi autocritica che rifugga ogni tentativo del gruppo dirigente di sfuggire alle proprie responsabilità che sono di tutti i soggetti coinvolti.

Se il panorama politico a livello nazionale è sconfortante, l’esito elettorale di Liberi e Uguali nella circoscrizione Europa, e nel Regno Unito in particolare, offre qualche elemento di speranza da cui si può e si deve ripartire. In Europa Liberi e Uguali raccoglie consensi intorno al 5.5%, l’obiettivo minimo per considerare il progetto un parziale successo. Un risultato positivo considerando che all’estero il PD tiene (sopra al 30%) e che lo spazio politico progressista vedeva un’altra offerta politica,  quella di  +Europa, anch’essa al di sopra del risultato nazionale (8% in Europa).

Il voto all’estero si conferma dominato dal voto di opinione di un elettorato più sensibile all’immagine che agli effetti delle politiche del governo, tendenzialmente in ritardo e distratto rispetto alle dinamiche politiche italiane. E’ dunque importante sottolineare i fattori che hanno reso possibile il risultato di Liberi e Uguali in Europa: l’aver presentato una lista di ‘rinnovamento’, ‘radicale, popolare ed europeista’, con una forte presenza femminile tra le candidature, e il lavoro in rete e sul territorio dei circoli di LeU nati in molti paesi europei.

Nel Regno Unito e in Irlanda, in particolare, Liberi e Uguali arriva al 7%, risultato superiore anche al risultato di SEL nel 2013 (4%). I candidati del Manifesto di Londra proposti dal coordinamento di Liberi e Uguali Regno Unito e Irlanda, inoltre, raccolgono ottimi risultati: Federico Varese è il candidato più votato al Senato con oltre 3200 preferenze; Chiara Mariotti è la seconda più votata alla Camera con oltre 2300 preferenze dopo la capolista Sara Prestianni; Giuseppe Di Benedetto, raccoglie un buon consenso con quasi 500 preferenze.

L’assemblea del Manifesto di Londra si congratula e ringrazia tutti e tre i suoi candidati per il loro risultato e per il loro impegno. L’assemblea riconosce che i risultati sono frutto di un gioco di squadra e di un instancabile sforzo collettivo e partecipativo in cui si sono adoperati con determinazione e generosità moltissime volontarie e volontari, a partire da chi ha coordinato e guidato la campagna elettorale: Mirco Brondolin, coordinatore questioni elettorali; Agnese D’Anna, delegata; Laura De Bonfils, coordinatrice comunicazione, Giuseppe Di Benedetto, candidato alla Camera; Matteo M Galizzi, coordinatore programma; Francesca Alice Guidali, coordinatrice eventi e logistica; Adriano Mancinelli coordinatore aspetti finanziari; Chiara Mariotti, candidata alla Camera; Antonio Mattiello, delegato; Andrea Pisauro, coordinatore politico; Stefano Rosatelli, delegato; Federico Varese, capolista al Senato; Flavia Vecchiocattivi, delegata.

Il Manifesto di Londra – nato nella scorsa primavera nel tentativo di contribuire a unire le frammentate forze politiche progressiste in Italia a partire dai loro programmi e che a partire dallo scorso novembre ha aderito al percorso di Liberi e Uguali avviato in Italia – riteneva e ritiene di dovere guardare alla radicalità del Manifesto del Labour di Corbyn come modello ideale di una proposta di sinistra unitaria e moderna per immaginare l’Italia che vorremmo. Una proposta che ritenevamo e riteniamo utile partisse, simbolicamente, da Londra per porre all’attenzione della politica italiana la questione dei flussi della nuova emigrazione, che hanno portato all’espatrio di un milione e mezzo di italiani in un decennio e per ribadire la necessità di costruire un’altra Europa politica, democratica, e sociale.

Il percorso e la scrittura dei 10 punti ‘valoriali’ del Manifesto di Londra sono stati un genuino processo dal basso a cui hanno contribuito compagne e compagni in cerca di una ‘casa’ politica.  Siamo riusciti a richiamare intorno al percorso del Manifesto tante storie, facce, e realtà del mondo progressista italiano nel Regno Unito ed Irlanda, e a ricostruire l’entusiasmo di tornare ad impegnarsi in politica in prima persona. Lo abbiamo fatto tentando sempre di essere inclusivi, unitari, trasparenti, sia nel merito delle proposte che nel metodo delle consultazioni e decisioni con la base.

Siamo anche  orgogliosi di avere contribuito ad organizzare un incontro tra Pietro Grasso e Jeremy Corbyn – il primo di Jeremy Corbyn con la leadership di un movimento politico progressista in Italia – avvenuto lo scorso 20 febbraio. L’incontro è stato uno dei punti più alti della campagna elettorale, ripreso dalla stampa italiana ed estera. Il Presidente Grasso ha sottoscritto personalmente il Manifesto di Londra, rafforzando l’entusiasmo per il progetto.

L’assemblea del Manifesto di Londra non vuole disperdere le energie e l’entusiasmo che è riuscita a generare, unendo militanti, elettori, e volontari progressisti. L’assemblea del Manifesto di Londra ritiene inoltre tuttora valide le proprie ragioni fondative e ancora attuale l’impianto e le questioni poste dal Manifesto, il cui percorso deve pertanto proseguire.

Siamo convinti che lo spirito del Manifesto di Londra, in particolare nella visione strategica che lo informa, nella radicalità dei contenuti che propone, e nella trasparenza e inclusività del percorso che lo ha generato, debbano ispirare anche il futuro percorso di Liberi e Uguali.

 

Per questo l’assemblea del Manifesto di Londra chiede alla dirigenza nazionale di Liberi e Uguali di:

  • avere la generosità e il coraggio di promuovere un percorso ri-costituente inclusivo, democratico, ed unitario, che preveda una rigorosa autocritica e un radicale rinnovamento del suo gruppo dirigente;
  • aprire il percorso ri-costituente anche ai tanti che, pur animati da valori di libertà ed eguaglianza, non si sono riconosciuti nelle nostre liste elettorali;
  • avviare entro l’estate la Costituente di una sinistra radicale e moderna che interpreti anche in Italia la rivoluzione neosocialista del Labour di Jeremy Corbyn, e che offra speranza e opportunità per i molti, non per i pochi.

In vista delle fondamentali elezioni europee del 2019, L’Assemblea del Manifesto di Londra ritiene altresì fondamentale che da questo processo ri-costituente:

  • si rilanci la battaglia politica per un’altra Europa, politica, democratica, e sociale;
  • si faccia partire entro l’autunno un percorso di sintesi con tutte le forze, nazionali e transnazionali, che condividono questa battaglia in vista della creazione di un fronte elettorale comune nelle circoscrizioni elettorali italiane.

Londra, 18 Marzo 2018

Giustizia e legalita’ in Italia e in Europa

Evento 20 February

Il Manifesto di Londra è lieto di annunciare l’evento conclusivo della campagna elettorale di Liberi e Uguali – UK & Ireland con un dibattito sulle mafie, evasione fiscale e riciclaggio Martedi’ 20 Febbraio 2018, 18:15-20:15 ad Alwyne Castle, 83 St Paul Road, N1 2LY London.

Gli ospiti si confronteranno sull’impatto socio-economico della mafia sull’Italia e sull’Europa, e di come mafia e corruzione inaspriscono le disuguaglianze economiche e sociali. Si parlerà di criminalità organizzata e legalità e di come rilanciare una nuova e rinvigorita stagione di lotta alle mafie.

Ne discuteremo con:
Anna Sergi – Docente in Criminologia all’Università di Essex, in qualità di esperta sul tema delle mafie e crimine organizzato in Italia e all’estero
Federico Varese Candidato Senato 2018 – Professore di criminologia all’Università di Oxford, capolista al Senato per Liberi e Uguali nella ripartizione Europa
Chiara Mariotti – Inequality Policy Manager per Oxfam, candidata alla camera per Liberi e Uguali

Interverrano anche:
Giuseppe Di Benedetto – Candidato per la Camera 2018 e altri candidati di Liberi e Uguali ripartizione Europa.

Seguiranno drink e un incontro informale con i candidati

L’attentato di Macerata

L’attentato di Macerata non nasce dal nulla e ci dice che la posta in gioco a queste elezioni è più alta di quanto molti di noi pensassero.

 

Il clima di tensione di questa campagna elettorale è il frutto deliberato di una coalizione di destra riunificata su posizioni razziste e xenofobe e legittimata da Berlusconi, la figura politica italiana più screditata a livello internazionale, come noi italiani all’estero sappiamo bene, eppure oggi riabilitata persino da pulpiti insospettabili.

 

C’è una strategia politica dietro quanto sta avvenendo in queste settimane. Erano calcolate le indecenti parole sulla “difesa della razza bianca” del candidato presidente del centrodestra in Lombardia, così come era calcolato che Salvini alimentasse il clima di tensione, trasformando le vittime in colpevoli e attribuendo a “chi ci riempe di clandestini” la colpa dell’attentato di Macerata. Ed era calcolato il silenzio di Berlusconi su queste vicende.

 

Forse non è calcolato, ma certo fa un rumore assordante, il silenzio del PD. Il partito al governo, presunta forza di centrosinistra, assiste immobile al ritorno di fascismi e ideologie nazionaliste, e non sarà presente alla manifestazione nazionale antifascista di sabato, a Macerata.

 

Ma non è questo il momento di rimanere quieti, è invece il momento in cui chi crede in un’Italia antifascista e democratica lo dica a voce alta: no al fascismo, no al razzismo e alla violenza verso i migranti, le donne e i più deboli.

 

Noi, Liberi E Uguali, forza di sinistra egualitaria e solidale, siamo convinti che “manifestare contro i fascismi non è mai un errore”. Per questo, saremo sabato a Macerata, senza simboli di partito, perche’ l’antifascismo è un tema su cui unirsi, non su cui dividersi.  

 

W l’Italia che resiste!

 

Chiara Mariotti, candidata alla Camera per Liberi e Uguali

La presentazione dei candidati Liberi e Eguali Europa: una splendida serata

Il 2 febbraio 2018 il Manifesto di Londra – Liberi e Uguali UK ha orgogliosamente annunciato i suoi candidati alle prossime elezioni del 4 Marzo:

Federico Varese, 52 anni, capolista al Senato per Liberi e Uguali – Europa, docente di criminologia a Oxford e uno dei maggiori esperti mondiali sulle mafie e il crimine organizzato.

Chiara Mariotti, 35 anni, candidata alla Camera per Liberi e Uguali – Europa, economista ad Oxfam dove lavora alla campagna internazionale contro la disuguaglianza.

Giuseppe Di Benedetto, 59 anni, candidato alla Camera per Liberi e Uguali – Europa, lunga militanza nel PCI e nel Labour Party, lavora come consulente sulla compliance, specificamente nei campi della corruzione e dell’etica farmaceutica.

Tre splendide candidature, tutte espressione della società civile che vuole mettersi in gioco per cambiare l’Italia e della buona politica che lo rende possibile.

La serata, un successo straordinario in termini di presenze, partecipazione, e dibattito, è stata introdotta da Andrea Pisauro, del coordinamento Manifesto di Londra – Liberi e Uguali UK, e presieduta da Chiara Capraro.

Grazie mille a tutte e tutti della splendida serata!

Manifesto di Londra: English version

Italy urges a political, economic, social and cultural awakening. Since decades, the country has been grappling with profound crises, which are the outcomes of the disastrous neo-liberal policies that fostered poverty and inequality, and of an inept political class that does not stand to rapid transformations and global challenges.

The UK and Ireland provide a privileged observation point on the lack of capacity of Italian policy-makers in responding to the real problems of the country. The UK is not only the land of Brexit and of the cuts to the welfare state inspired by right-wing policies, but also the country of Jeremy Corbyn’s socialist Labour Party. With its motto “for the many, not the few”, the Labour offers a credible alternative of hope and of economic and social changes.

We, Italian citisens residents in the UK and Ireland, believe that it is possible to gather consensus around a radical and credible progressive political program that aims at extending human well-being, social services, and social rights to the largest share of the population, that is currently excluded from them due to a lack of representation in the political arena.

In our UK and Ireland community, we have worked together to distill a synthesis of the many ideas, programs and manifestos of the many left-wing groups active in both Italy and the UK. The result of this synthesis is this Manifesto, which imagines the type of Italy that we would like: open, cooperative, inclusive, fair, and European.

We decided to name it after the city of London to flag the role of immigration in this debate: last year only, 285,000 Italians have left their homes to relocate in London, and the city is currently home to more Italians than Florence. We believe this is the moment to offer clarity and conviction to overcome this crisis, with the underlying idea, learnt from Jo Cox, that we have far more in common than that which divides us.

  1. Europe – We want a stronger political, democratic, and social Europe

We want a Europe that is able to stand to global challenges, such as climate change, inequalities, migrations, global markets and companies, and the fourth industrial revolution.

We want a federal European Government, democratically controlled by the European Parliament, to overcome the restrictive policies of the Fiscal Compact and launch a strategic plan for investments on material and immaterial infrastructures, research and innovation, and green economy. This should be financed through a European tax system.

We want a Europe where freedom of movement is accompanied by full welfare protection (health, pensions, education) for all European citisens.

  1. Economy – We want an economic policy that is at the service of society

We oppose to cuts to public services that have amplified social inequalities and poverty.  We argue for investments in social protection, education, research, health and justice. We want to fight all forms of tax havens and tax evasion, and to implement a fairer, more progressive tax system. We want to regulate the global markets and companies and to contrast the productive and fiscal delocalisation through taxes and policies coordinated at European level.

  1. Work – We want employment and labour back at the centre of economic policy

We strive for a strategic plan to increase employment, particularly among the youth, as well as labour productivity and safety at the workplace. We want to amend the laws that led to increased precarisation of labour, starting from the Jobs Act.

We also want that the contribution to society of migrants – both Italians abroad and foreigners in Italy – is explicitly recognised and appreciated through policies of inclusion and access to rights.

  1. Climate change and sustainability – We want rapid and strong policies addressing the environment, bio-diversity, and our cultural heritage

Both Italy and Europe need strategic investments in renewable energy and a coordinated policy for climate justice and sustainability of the economy. We believe that this strategy should start from the valorisation and protection of our rich and diverse artistic, natural, and cultural heritage.

  1. Human rights – We want peace, human rights, and inclusion at the centre of our foreign policy

We want peace and are against any form of violence, war, and terrorism. We always stand for the values of welcome, solidarity, and human rights.

We are in the midst of the worst migration crisis after World War II and we believe that foreign policy should balance the need for safety with the basic human rights of migrants and of the refugees. We ask for a common European policy towards migration, including economic migrants.

Both foreign and international development policies should be completely rethought around the goals of international solidarity, elimination of conflicts, and reduction of global inequalities.

We are against racism and any form of discrimination. We are against any right-wing extremism and against any fascism. Our values are the ones of Resistenza and anti-fascism.

  1. Equal opportunities – We want full gender equality and full rights for everyone

We believe there is no conflict among social, economic, and civil rights. In London, we perceive the fight against discriminations as more cogent, as many Italians are here to escape discrimination based on their gender identity, sexual orientation, ethnicity, and cannot go back to Italy.

We believe in an intersectional perspective in the promotion of human rights, which recognises the multiple identities of each individual (gender, economic class, race, sexual orientation, age, religion), which sometimes result in even larger discriminations.

We are against any salary discrimination based on gender and any form of gender-based violence. We are for a full equality of LGBT people and we ask for the amendment of the current legislation in terms of adoption. We are for full rights related to decisions around one’s own health and life (abortion, IVF, palliative care, euthanasia).

  1. Justice and Transparency – We want justice at the centre of internal policies

We stand for the values of justice, honesty, legality, transparency, and we fight against any type of mafia, corruption, collusion, illegality, abuse, privilege, conflict of interest.

  1. Education and Research – We see education and research as an opportunity for human, cultural, civil and professional development for all

We want a public, universal, secular, pluralist, modern and quality educational system.

We want more investments in research and innovation, so that the research excellences in Italy and abroad are really valued. We ask for a transparent and merit-based recruitment plan aimed at researchers working abroad.

  1. Health – We want a quality and universal national health service

Health is a basic right and we want Italy to invest in its national health service. We want a universal, quality, modern, and secular health service that overcome the inequalities in access and quality of care between North and South. We want more investments with accompanying economic evaluations of health expenditures in order to reduce waste and improve the efficiency of the system.

  1. Constitution – We want to defend the Italian Constitution and get back people’s democratic sovereignty

The Constitution is at the heart of non-negotiable and necessary democratic guarantees.  We need electoral laws that allow citisens to choose their own representatives.